Antenne RFID e portata: che cosa conta davvero.
L'antenna RFID è il componente che irradia l'energia radio e raccoglie la risposta delle etichette. È l'antenna a decidere se un'etichetta viene letta o no — non il chip né il software. Questa pagina spiega la polarizzazione, il guadagno e la larghezza del fascio, le bande di frequenza da LF a UHF, il quadro normativo in Europa e perché in negozio la portata risulta quasi sempre inferiore a quella indicata nella scheda tecnica.
- Cosa fa un'antenna RFID — nel lettore e nell'etichetta
- Polarizzazione: lineare o circolare
- Guadagno, larghezza del fascio, campo vicino e campo lontano
- Qual è la portata dell'RFID?
- Il quadro normativo: ETSI EN 302 208 e FCC
- Cosa limita la portata nella pratica?
- Dove si installano le antenne RFID in negozio?
- Qual è la differenza tra NFC e RFID UHF?
- Domande frequenti
Cosa fa un'antenna RFID?
Un'antenna RFID converte l'energia elettrica in campo elettromagnetico e viceversa. Nel lettore irradia la potenza di trasmissione e raccoglie la risposta dell'etichetta. Nell'etichetta l'antenna svolge due funzioni contemporaneamente: preleva dal campo l'energia con cui funziona il chip e restituisce il numero memorizzato commutando la propria impedenza, cioè riflettendo il campo in arrivo ora con più forza, ora con meno.
L'antenna del lettore
Un lettore ha un'antenna esterna collegata tramite cavo coassiale oppure un'antenna integrata, come nel caso di un lettore palmare. Le sue funzioni sono tre. Prima: portare l'energia nello spazio in cui si trovano le etichette. Seconda: concentrare questa energia in modo che arrivi dove deve avvenire la lettura — e non nella stanza accanto. Terza: raccogliere il segnale di ritorno, estremamente debole. Questo segnale di ritorno si trova normalmente tra 60 e 90 decibel al di sotto del segnale trasmesso, motivo per cui lettore e antenna devono tenere ben separati i percorsi di trasmissione e di ricezione.
Tra il lettore e l'antenna c'è il cavo, e il cavo costa potenza. Un comune cavo coassiale perde tra 0,2 e 0,7 dB per metro a 868 MHz, a seconda del tipo. Con cinque metri di cavo sottile, metà della potenza di trasmissione va persa prima di arrivare all'antenna. Nelle installazioni fisse il cavo non è quindi un dettaglio secondario.
L'antenna dell'etichetta
Un'etichetta passiva non ha batteria. La sua antenna è al tempo stesso alimentazione e trasmettitore. Deve raccogliere abbastanza energia per attivare il chip — i chip UHF moderni richiedono a questo scopo tra −20 e −22 dBm, meno di un centesimo di milliwatt. Da lì in poi l'etichetta non risponde con un proprio trasmettitore ma tramite backscatter (retrodiffusione): varia l'impedenza della propria antenna al ritmo dei dati e riflette il campo del lettore ora con più forza, ora con meno. Il lettore estrae questa modulazione dalla propria eco.
La lunghezza dell'antenna dell'etichetta deriva direttamente dalla frequenza. A 868 MHz la lunghezza d'onda è di circa 34,5 centimetri, quindi un dipolo a mezz'onda misura poco più di 16 centimetri. Poiché un'etichetta non può essere così grande, la struttura viene ripiegata a meandro e si riduce a una lunghezza da 70 a 100 millimetri. Ogni piega costa efficienza. Per questo un'etichetta grande legge quasi sempre più lontano di una piccola, e per questo l'antenna dell'etichetta — non il chip — è il motivo principale delle differenze di portata tra due etichette.
Polarizzazione lineare o circolare: qual è la differenza?
La polarizzazione descrive la direzione in cui oscilla il campo elettrico. Un'antenna a polarizzazione lineare irradia su un piano fisso e legge bene solo le etichette allineate con quel piano; ruotate l'etichetta di 90 gradi e la lettura crolla. Un'antenna a polarizzazione circolare fa ruotare il piano del campo in modo continuo e perciò legge in qualsiasi posizione di rotazione — al prezzo di circa 3 dB di portata in meno rispetto al caso lineare allineato in modo ottimale.
Perché nel commercio la polarizzazione circolare è di solito la scelta giusta
Un'etichetta UHF è in fondo un dipolo. Risponde al campo che oscilla parallelamente al suo asse lungo. La merce su uno stender, però, pende senza un orientamento fisso: un cartellino oscilla, ruota, è piatto in un momento e di taglio in quello successivo. Con un'antenna a polarizzazione lineare questo significa che una parte delle etichette si trova nell'ottimo e un'altra in un nullo profondo — con l'etichetta esattamente incrociata l'accoppiamento è zero in teoria e 20 dB o più al di sotto del massimo in pratica. Queste etichette mancano poi nel conteggio.
La polarizzazione circolare risolve il problema facendo ruotare il campo un po' di più a ogni periodo. In media ogni etichetta riceve così lo stesso accoppiamento, comunque sia appesa. Il prezzo è una perdita costante di circa 3 dB, perché lavora solo la componente del campo che coincide con l'asse dell'etichetta. 3 dB corrispondono all'incirca al 30 % di portata in meno. Nel commercio questa perdita uniforme è molto più facile da gestire di mancate letture totali occasionali.
- Polarizzazione circolare per merce senza ordine fisso: stender, tavoli, scatole, inventario con lettore palmare, varchi all'uscita.
- Polarizzazione lineare dove l'orientamento è controllato: nastri trasportatori, stampanti di etichette, lettori a tunnel, applicazioni che puntano alla massima portata con l'etichetta sempre nella stessa posizione.
Le antenne a polarizzazione circolare esistono in versione sinistrorsa e destrorsa. Due antenne con senso di rotazione opposto si accoppiano male tra loro — un effetto che si sfrutta deliberatamente per tenere separate due zone di lettura.
Guadagno, larghezza del fascio, campo vicino e campo lontano
Il guadagno d'antenna in dBi indica quanto un'antenna concentra la potenza rispetto a un radiatore isotropo. Così facendo non crea energia aggiuntiva: più guadagno significa più portata sull'asse principale e, al tempo stesso, un fascio più stretto. Le tipiche antenne UHF per varchi si collocano tra 6 e 9 dBi, con una larghezza del fascio da circa 65 a 70 gradi.
Guadagno (dBi)
Il dBi è un rapporto, non un valore di potenza. 3 dB di guadagno in più raddoppiano la densità di potenza irradiata nella direzione principale, 6 dB la quadruplicano. Per la portata, in prima approssimazione: quattro volte la potenza dà il doppio della portata, purché il limite sia la sensibilità dell'etichetta — nel percorso di andata la potenza cala con il quadrato della distanza. Se invece a esaurirsi è il segnale di ritorno, le cose peggiorano parecchio, perché il backscatter percorre il tragitto due volte e cala complessivamente con la quarta potenza. Con i lettori attuali il collo di bottiglia è di solito il percorso di andata.
Larghezza del fascio
La larghezza del fascio, detta anche larghezza del fascio a metà potenza, descrive l'intervallo angolare in cui arriva ancora almeno la metà della densità di potenza massima. Guadagno e larghezza del fascio vanno di pari passo: un'antenna da 9 dBi arriva più lontano ma con un fascio più stretto; una da 5 dBi copre una zona più ampia ma penetra meno in profondità nella sala. Per un varco su una porta larga 2 metri l'antenna a fascio più ampio è di solito la scelta migliore; per una lunga corsia di scaffali, quella a fascio più stretto.
Campo vicino e campo lontano
Vicino all'antenna il campo si comporta in modo diverso rispetto a distanze maggiori. Come limite approssimativo si prende la lunghezza d'onda divisa per 2π. A 868 MHz sono circa 5,5 centimetri — tutto ciò che si trova oltre è campo lontano, e lì l'RFID UHF lavora con onde irradiate e backscatter. A 13,56 MHz, invece, la lunghezza d'onda è di circa 22 metri e il limite si trova intorno a 3,5 metri. I sistemi HF e LF lavorano quindi interamente nel campo vicino e si accoppiano in modo induttivo, cioè tramite il campo magnetico, come un trasformatore debolmente accoppiato.
Questo spiega due differenze pratiche. Primo: nel campo vicino induttivo l'intensità del campo cala molto bruscamente, all'incirca con il cubo della distanza — per questo LF e HF si esauriscono dopo pochi centimetri e, allo stesso tempo, si possono delimitare con grande precisione. Secondo: il campo magnetico è molto meno sensibile all'acqua rispetto al campo lontano UHF, motivo per cui l'HF si usa dove c'è molto liquido di mezzo.
- Lunghezza d'onda a 868 MHz
- circa 34,5 cm
- Dipolo a mezz'onda a 868 MHz
- circa 16 cm, ripiegato a 70–100 mm nell'etichetta
- Limite del campo vicino a 868 MHz
- circa 5,5 cm
- Guadagno, antenna per varco
- tipicamente 6–9 dBi, polarizzazione circolare
- Larghezza del fascio
- tipicamente 65–70 gradi a 6–8 dBi
- Perdita da polarizzazione circolare
- circa 3 dB
- Sensibilità del chip, UHF
- da circa −20 a −22 dBm
- Perdita del cavo a 868 MHz
- circa 0,2–0,7 dB per metro
Qual è la portata dell'RFID?
L'RFID utilizza tre intervalli di frequenza. L'LF da 125 a 134 kHz arriva a pochi centimetri, l'HF a 13,56 MHz fino a circa un metro, entrambi tramite accoppiamento induttivo nel campo vicino. L'UHF si trova in Europa tra 865 e 868 MHz, lavora nel campo lontano con backscatter e con etichette passive raggiunge diversi metri, a seconda dell'installazione. Solo l'UHF consente la lettura massiva a diversi metri che rende praticabile un inventario.
| Banda di frequenza | Portata tipica | Uso tipico | Idoneità per il commercio di moda |
|---|---|---|---|
| LF 125–134 kHz | pochi cm, fino a circa 10 cm | identificazione animale, immobilizzatori per veicoli, controllo accessi, marcatura della biancheria | non adatto — portata troppo breve, nessuna lettura massiva |
| HF 13,56 MHz (incluso NFC) | da pochi cm fino a circa 1 m | documenti d'identità, biglietti, carte di pagamento, biblioteche, autenticità dei prodotti | solo per letture singole al banco, non per un inventario |
| UHF (UE) 865–868 MHz | circa 1–12 m | commercio al dettaglio, logistica, inventario, sorveglianza articoli | lo standard — lettura massiva, lettore palmare, varco |
| UHF (USA) 902–928 MHz | circa 1–15 m | stessi usi, banda diversa e limiti diversi | lo standard in Nord America, apparecchi non trasferibili così come sono |
| Microonde 2,45 GHz, attivo | circa 30–100 m | veicoli, container, grandi impianti | non adatto — le etichette costano molte volte di più |
Le portate sono intervalli validi per etichette passive in condizioni favorevoli. Il valore reale dipende dalle dimensioni dell'etichetta, dal guadagno dell'antenna, dalla potenza di trasmissione, dalla superficie dietro l'etichetta e dall'ambiente, e in un'area vendita piena si ferma di solito all'estremo inferiore.
Il salto tra HF e UHF non è graduale ma fisico. L'HF si accoppia magneticamente e finisce appena la bobina del lettore non sostiene più il campo. L'UHF irradia, e l'onda continua a propagarsi finché non diventa troppo debole per il chip. Solo questo permette che diverse centinaia di etichette rispondano una dopo l'altra ogni secondo — la base di ogni inventario RFID.
Il quadro normativo in Europa e negli Stati Uniti
In Europa l'RFID UHF funziona nella banda da 865 a 868 MHz, armonizzata in tutta l'UE e il SEE tramite la raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 e la norma armonizzata ETSI EN 302 208, che consente fino a 2 W ERP — un valore che corrisponde a circa 3,3 W EIRP. Negli Stati Uniti la FCC Part 15 copre da 902 a 928 MHz con fino a 4 W EIRP e salto di frequenza. Poiché banda, griglia dei canali e limiti di potenza sono diversi, i lettori non sono semplicemente intercambiabili in tutto il mondo.
Europa: ERC/REC 70-03 e ETSI EN 302 208
La norma armonizzata EN 302 208 stabilisce le condizioni per le apparecchiature RFID nella banda da 865 a 868 MHz, che la raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 rende disponibile in tutta l'UE e il SEE. I punti chiave sono il limite di 2 W ERP, una griglia di canali di 200 kHz e procedure che evitano che più apparecchi nella stessa sala si blocchino a vicenda. Ciò che conta nella pratica: i 2 W si riferiscono alla potenza irradiata, cioè alla potenza di trasmissione più il guadagno dell'antenna meno la perdita del cavo. Se collegate un'antenna da 9 dBi, dovete impostare il lettore su una potenza più bassa rispetto a un'antenna da 6 dBi. Poiché la banda è armonizzata, lo stesso apparecchio è legale in tutti i paesi dell'UE e del SEE; cambia l'autorità nazionale che gestisce l'attribuzione dello spettro. In Italia è il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze (PNRF), approvato con D.M. 31 agosto 2022 e pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). La nota 110C del PNRF destina la banda 865–868 MHz alle apparecchiature RFID in regime di «libero uso», ai sensi dell'art. 105, comma 1, del Codice delle comunicazioni elettroniche. Il normale funzionamento non richiede licenza individuale né registrazione, e non è dovuto alcun contributo per l'uso dello spettro.
Le versioni più recenti della norma prevedono anche una banda superiore da 915 a 921 MHz, che diversi paesi europei hanno aperto e che consente una potenza maggiore. Se possa essere utilizzata dipende dall'attribuzione nazionale delle frequenze e dalla certificazione dell'apparecchio. In Italia nessuna nota del PNRF autorizza l'RFID in questa banda: l'RFID è previsto solo tra 865 e 868 MHz (nota 110C). Per un normale negozio di moda questo non fa alcuna differenza — praticamente tutto l'hardware di questa fascia funziona nella banda inferiore.
Stati Uniti e resto del mondo
Il Nord America utilizza da 902 a 928 MHz, una banda considerevolmente più ampia in cui gli apparecchi cambiano frequenza di continuo. Lì sono consentiti fino a 4 W EIRP. Sembra il doppio del limite europeo, ma non lo è: i 2 W ERP europei corrispondono a circa 3,3 W EIRP, quindi il limite statunitense è solo del 20 % più alto. Per questo i valori di portata delle schede tecniche americane non si possono trasferire tali e quali a un negozio europeo. Altre regioni hanno a loro volta attribuzioni proprie, per esempio il Giappone e la Cina nell'intervallo sopra i 900 MHz.
Per le etichette questo è in genere poco critico: le comuni etichette UHF vengono prodotte in versione a banda mondiale da 860 a 960 MHz e funzionano in entrambe le regioni, anche se non con la stessa portata. Dove conta davvero è nella lettura. Un lettore acquistato negli Stati Uniti non si può usare in Europa, e un lettore palmare per l'Europa non raggiunge le portate possibili in Nord America. Gli apparecchi venduti per altre regioni sono varianti hardware diverse, quindi chiedete espressamente la variante per l'Unione europea.
Questa pagina non sostituisce una consulenza in materia di diritto delle telecomunicazioni. Fanno fede la versione vigente della norma e l'attribuzione nazionale delle frequenze, gestita dall'autorità del paese interessato — in Italia il PNRF del MIMIT.
Cosa limita la portata nella pratica?
La portata di un sistema UHF passivo raramente è limitata dalla potenza di trasmissione; la limita l'ambiente. Il metallo riflette e disaccorda l'antenna dell'etichetta, l'acqua e il corpo umano assorbono l'energia, le etichette piccole raccolgono meno energia e un orientamento sfavorevole costa ulteriormente. Tra il valore della scheda tecnica e l'area vendita c'è quindi regolarmente un fattore da due a tre.
- Metallo. Una superficie conduttiva subito dietro l'etichetta annulla quasi completamente il campo. Un'etichetta standard appoggiata su una lamiera spesso non viene letta affatto. Anche scaffali metallici, stender, specchi e condotti di climatizzazione generano riflessioni e, con esse, zone in cui le onde si annullano a vicenda.
- Liquidi. L'acqua assorbe fortemente nella banda UHF. Bevande, cosmetici e merce umida attenuano il segnale in modo notevole. I capi bagnati si leggono peggio di quelli asciutti.
- Il corpo. Le persone sono composte per la maggior parte d'acqua e perciò agiscono da assorbitore. Se tenete il lettore palmare appoggiato allo stomaco, perdete portata all'indietro; un'etichetta tra la merce e il vostro corpo spesso resta non contata.
- Dimensioni dell'etichetta. Più grande è l'area dell'antenna, più energia raccoglie l'etichetta. Una piccola etichetta per gioielleria legge da 1 a 2 metri, un cartellino grande da 4 a 10 metri.
- Orientamento. Anche con un'antenna a polarizzazione circolare resta un fattore residuo: se l'asse del dipolo dell'etichetta punta direttamente verso l'antenna, cade nel nullo del proprio diagramma di radiazione. Un'etichetta “di taglio” si legge peggio di una che mostra la sua faccia all'antenna.
- Schermatura nella pila. La merce molto compatta si scherma da sola. Il capo in fondo a una pila spesso viene rilevato solo al secondo passaggio.
- Riflessioni. In ambienti con molte superfici dure si formano onde stazionarie con massimi e minimi distanti pochi centimetri. Per questo aiuta muovere leggermente il lettore palmare durante il conteggio, invece di tenerlo fermo.
Nella pratica il tasso di lettura per passaggio su abbigliamento etichettato si colloca tra il 97 e oltre il 99 %, a seconda dell'installazione e del modo di lavorare. I capi restanti si trovano con un secondo passaggio, oppure percorrendo di proposito una per una le zone critiche — scaffali metallici, manichini, angoli del magazzino. Chi promette il 100 % non ha la fisica dalla sua parte.
Dove si installano le antenne RFID in negozio?
Per le applicazioni fisse esistono tre montaggi comuni: antenne a varco all'uscita, che rilevano i movimenti tra l'area vendita e l'esterno; antenne a soffitto per la sorveglianza zona per zona; e scaffali intelligenti con antenne integrate nell'arredo stesso. Per un piccolo negozio di solito basta un lettore palmare, perché svolge lo stesso lavoro in modo mobile e senza alcuna installazione.
Il varco all'uscita
Da due a quattro antenne a polarizzazione circolare a sinistra e a destra della porta, di solito a due altezze. Il varco rileva quali articoli escono dal negozio — come sorveglianza articoli e, al tempo stesso, come registrazione automatica delle uscite. La sfida è il confine: il campo non deve raggiungere l'area vendita, altrimenti il sistema registra come uscita merce che è solo appesa vicino alla porta. Si risolve con potenza di trasmissione ridotta, antenne a fascio stretto e valutando l'ordine in cui le antenne vedono un'etichetta.
Antenne a soffitto
Le antenne sul soffitto o appena sotto coprono le zone dall'alto. Sono adatte a sapere a grandi linee in quale area si trova un articolo — area vendita, camerino, magazzino. La precisione è a livello di zona, non di scaffale, e l'impegno cresce con ogni zona aggiuntiva.
Scaffale intelligente
Qui l'antenna si trova nello scaffale stesso, spesso come struttura a campo vicino con portata molto breve, in modo da rilevare solo gli articoli del proprio ripiano. Ciò fornisce dati di giacenza in tempo reale e senza che nessuno debba fare nulla, ma è la variante più costosa: ogni ripiano richiede un'antenna, cablaggio e un canale sul lettore. Ha senso con pochi articoli di alto valore, per esempio orologi o gioielli.
Perché di solito basta il lettore palmare
Un lettore palmare porta con sé la propria antenna. La portata smette allora di essere un problema da risolvere con un'installazione — semplicemente ci si avvicina. Per un negozio con qualche migliaio di capi significa che un conteggio completo richiede da una a due ore, senza montare una sola antenna. Proprio per questo hangcount lavora con un lettore palmare e non con un'installazione fissa; varchi e scaffali intelligenti convengono solo quando le giacenze devono essere sorvegliate in modo permanente e non periodico.
Qual è la differenza tra NFC e RFID UHF?
L'NFC è un sottoinsieme dell'RFID nella banda HF a 13,56 MHz. Si accoppia in modo induttivo, funziona tipicamente tra 2 e 4 centimetri ed è pensato come collegamento punto a punto con esattamente un supporto dati. L'RFID UHF a 865–868 MHz, invece, rileva centinaia di etichette al secondo da diversi metri. L'NFC non sostituisce quindi la lettura massiva di cui ha bisogno un inventario.
| Caratteristica | NFC (HF) | RFID UHF |
|---|---|---|
| Frequenza | 13,56 MHz | 865–868 MHz (UE) |
| Accoppiamento | induttivo, campo vicino | backscatter, campo lontano |
| Portata | circa 2–10 cm | circa 1–12 m |
| Etichette lette contemporaneamente | una, punto a punto | centinaia al secondo |
| Lettore | qualsiasi smartphone moderno | lettore palmare, varco, lettore da banco |
| Prezzo dell'etichetta, netto | circa 0,15–0,50 € | circa 0,04–0,20 € |
| Punto di forza | singola interazione intenzionale, pagamento, verifiche di autenticità | rilevazione massiva, inventario, flusso merci |
La confusione è comprensibile, perché entrambi i metodi usano lo stesso principio di base: un lettore alimenta un supporto dati senza batteria e ne legge il numero. La differenza sta nella fisica sottostante. L'NFC è costruito apposta per una portata breve, perché qui la vicinanza è una caratteristica di sicurezza: chi paga deve avvicinare esattamente una carta a esattamente un terminale. L'UHF è pensato per il contrario.
Nella pratica ciò significa che uno smartphone può leggere un'etichetta NFC sul capo e mostrare al cliente una pagina prodotto. Quello che non può fare è contare uno stender. Chi vuole entrambe le cose lavora con due etichette o con etichette a doppia frequenza che portano un chip HF e uno UHF — costa di più e non è necessario se serve solo il controllo delle giacenze.
Domande frequenti sulle antenne RFID
Qual è la funzione di un'antenna RFID?
L'antenna del lettore converte la potenza di trasmissione in un campo elettromagnetico e raccoglie la risposta dell'etichetta. L'antenna dell'etichetta preleva da quel campo l'energia con cui funziona il chip e restituisce il numero memorizzato riflettendo il campo in modo controllato. Senza antenna nessuno dei due lati funziona.
Polarizzazione lineare o circolare: quale è meglio?
Le antenne a polarizzazione circolare sono la scelta adatta quando le etichette pendono in qualsiasi posizione, come accade quasi sempre nel commercio di moda. Perdono circa 3 dB di portata rispetto a un'antenna lineare perfettamente allineata, ma leggono qualunque sia la rotazione dell'etichetta. Le antenne a polarizzazione lineare arrivano più lontano, ma falliscono appena l'etichetta ruota di 90 gradi.
Qual è la portata dell'RFID?
Dipende dalla banda di frequenza. L'LF da 125 a 134 kHz legge a pochi centimetri, l'HF a 13,56 MHz fino a circa un metro, e le etichette UHF passive nella banda europea da 865 a 868 MHz leggono da uno a circa dodici metri, a seconda di antenna, etichetta e ambiente. Metallo, liquidi e corpo umano riducono notevolmente questi valori.
Quali frequenze utilizza l'RFID?
L'RFID utilizza tre bande: LF da 125 a 134 kHz, HF a 13,56 MHz e UHF. L'UHF è regolamentato in modo diverso a seconda della regione — in Europa da 865 a 868 MHz secondo la norma ETSI EN 302 208, negli Stati Uniti da 902 a 928 MHz secondo la FCC Part 15. Chip ed etichette sono prodotti per lo più in versione a banda mondiale da 860 a 960 MHz, mentre i lettori sono omologati per la propria regione.
Quanta potenza di trasmissione è consentita in Europa?
Nella banda da 865 a 868 MHz la norma ETSI EN 302 208 consente al massimo 2 W ERP, pari a circa 3,3 W EIRP. Questo limite si applica alla combinazione di potenza di trasmissione e guadagno d'antenna, non al lettore da solo. Se collegate un'antenna con guadagno maggiore, dovete ridurre la potenza sul lettore nella stessa misura.
Che differenza c'è tra NFC e RFID?
L'NFC è un sottoinsieme dell'RFID. Funziona a 13,56 MHz nella banda HF, si accoppia in modo induttivo tramite il campo magnetico e raggiunge normalmente da 2 a 4 centimetri, al massimo circa 10. L'NFC è pensato per la lettura singola, per il pagamento o per un documento d'identità. L'RFID UHF, invece, rileva centinaia di etichette al secondo da diversi metri ed è perciò la tecnologia per l'inventario e il controllo delle giacenze.
Cosa significa dBi in un'antenna RFID?
Il dBi esprime il guadagno dell'antenna rispetto a un radiatore isotropo ideale. Un'antenna non crea energia aggiuntiva; concentra quella disponibile in una direzione. Più guadagno significa quindi sempre più portata sull'asse principale e, al tempo stesso, un fascio più stretto. Le tipiche antenne UHF per varchi si collocano tra 6 e 9 dBi, le antenne dei lettori palmari decisamente al di sotto.
Un lettore palmare basta per un piccolo negozio?
Di norma sì. Un lettore palmare con antenna a polarizzazione circolare legge capi etichettati da circa 3 a 8 metri e rileva contemporaneamente centinaia di etichette al secondo. Varchi installati in modo fisso, antenne a soffitto o scaffali intelligenti costano di più, richiedono cablaggio e messa in servizio e convengono solo quando le giacenze devono essere sorvegliate in modo permanente e non periodico.
Volete sapere cosa significa per il vostro negozio?
hangcount offre il controllo delle giacenze tramite RFID per negozi di moda, boutique e negozi di articoli sportivi: software da 99 € al mese per negozio, più 2.900 € una tantum per la stampante RFID e il lettore palmare. Le etichette si pagano a consumo. Tutti i prezzi sono netti, IVA esclusa. Per gli acquirenti con partita IVA di un altro Stato membro si applica l'inversione contabile.